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La storia della cucina sottovuoto
Ristorante Troisgros, Roanne, Valle della Loira, in Francia. Siamo a metà degli anni ’70, precisamente nel 1974. Lo chef George Pralus, aiutato da un nutrizionista universitario, era alla ricerca di una tecnica che gli consentisse di prolungare il tempo di conservazione del fois gras, senza alterarne l’aspetto o il gusto. Scoprì che la cottura degli alimenti sottovuoto, oltre ad aumentarne la durata di shelf-life, contribuiva al miglioramento di aromi e sapori. Fu così che nacque la cucina sottovuoto.
Nel corso dei successivi trenta anni, questa tecnica venne dapprima marginalizzata e sottovalutata, per essere poi riscoperta in tempi più recenti dai cuochi di tutto il mondo che, soprattutto negli Stati Uniti, seppero apprezzarne a pieno i vantaggi, riuscirono a valorizzarne l’aspetto artistico e creativo.
Divulgarono questa cultura culinaria, ora tra le più conosciute ed utilizzate dagli chef dei ristoranti più rinomati, adattata alle ricette e alle cucine di tutto il mondo. Ultimamente, l’uso di questa tecnica di cottura si sta facendo strada anche in ambito domestico.
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